May. 16, 2012 - Carlo Barbera, ancora una volta fuori sede...
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Apr. 30, 2012 - Sciuscià, poca gente in teatro, ma un successo: grazie

Noi lo sapevamo che nell'ultima settimana prima delle elezioni la gente è occupata in faccende, che col teatro non c'entrano nulla, ma abbiamo voluto lo stesso fare lo spettacolo, perchè volevamo debuttare e confrontarci con un tipo di teatro diverso da quello che fino ad ora abbiamo rappresentato. E allora possiamo dirlo: è andata bene, perchè la gente che è venuta, più di quanto immaginavamo, ha apprezzato il lavoro e il coraggio di realizzarlo in un momento così particolare.

Era ovvio che i comizi, diversi per paese, avrebbero attratto maggiormente gli spettatori, chi per curiosità chi per vero interesse. Ma il gruppo di persone che sono venute a vederci, scavalcando ingorghi e incolonnamenti, meritava di essere rispettato, e noi lo abbiamo fatto.

Certo, resta un po' d'amaro in bocca, perchè due mesi di prove meriterebbero una maggiore partecipazione, ma dobbiamo anche essere orgogliosi del fatto che la maggior parte degli spettatori sono venuti da S.Teresa di Riva, ciò dimostra che file e incolonnamenti non li hanno spaventati; non solo, perchè anche lì ci sono elezioni e tra sabato e domenica ci sono stati decine di comizi.

Siamo però dispiaciutissimi che il paese di Nizza stia in tutti i modi dicendoci di andarcene, ma noi non ce ne andremo. In due spettacoli 5 spettatori, del resto se di solito sono dieci, quando la partecipazione è di ben altro peso, dobbiamo ringraziare questo drappello di fedelissimi, che hanno tenuto alto l'onore del paese. Riguardo ai politici, che ci avevano promesso di essere presenti, sapevamo che si trattava di promesse di marinaio.

Sciuscià comunque è andato in scena ed è stato applaudito, non solo per la capacità degli attori e di una regia minimalista: niente mobilio, pochissima attrezzeria, niente musiche, ma tutto lasciato alla recitazione e al testo. E' venuta fuori quella comicità, che lo spettacolo porta dentro, senza bisogno di forzare nulla. Del resto noi non facciamo farse, ma commedie, per cui lo spettatore deve essere non solo bersaglio di risate, ma di riflessioni.

E difatti abbiamo riflettuto su tante cose e su tanti argomenti, a cominciare dalla guerra, quella guerra, che ha lasciato Gigginu l'Orbu cieco e ha spinto la moglie ad abbandonarlo, poichè incapace di gestire un disabile; abbiamo parlato proprio del rapporto tra la disabilità e la normalità, della follia che spinge molte persone a considerare il disabile come essere umano uguale a tutti gli altri in tutte le sue funzioni, mentre noi sappiamo che non è così; abbiamo parlato dell'arte d'arrangiarsi, comune a tutti noi del sud, sempre sull'orlo del precipizio.

Abbiamo messo in evidenza l'ingratitudine umana, unica cosa che supera la misericordia di Dio; abbiamo parlato della corruzione di certi preti, che spesso vanno in seminario più per fame che per vocazione. Insomma, la carne al fuoco è stata tanta, ma tutto questo è stato offerto attraverso l'arma dell'ironia e della comicità.

E vorremmo che la gente si rendesse conto di un fatto: noi non siamo qui per far ridere o per far piangere; noi siamo qui per far teatro: parola in movimento. E come accade per il teatro canzone, i nostri lavori devono lasciare qualcosa allo spettatore, che viene a vederci. Ci rendiamo conto che il nostro spettacolo non è per tutti, ma solo per chi ci crede. Questo non ci preoccupa: abbiamo ricominciato daccapo e sappiamo che dobbiamo ricostruire tutto quello che negli anni abbiamo perduto.

Così devo ringraziare un po' di gente: intanto Sabrina Foti, che debuttò nel 2001 proprio in questo lavoro e ancora mi segue. Sabrina questa volta si è cimentata in un ruolo difficile, dimostrando di essere all'altezza di fare il teatro, in tutte le sue componenti, con la stessa capacità. Grazie a Roberto Andronico, che nonostante non sia abituato al mio stile registico è riuscito a dare corpo e voce a Gigginu l'Orbu, personaggio non facile.

Grazie a Mario Pellizzeri, che torna dopo tanti anni nella compagnia e compie dei sacrifici enormi, risiedendo a Piedimonte Etneo. Grazie a Melina Patanè, che pur affrontando un teatro per lei assolutamente nuovo, è riuscità a comunicare idee e sentimenti. Grazie a Onofrio Triolo, infaticabile braccio destro, che, nonostante fosse candidato a Savoca, è stato lì, a sacrificarsi, provare, conferendo al personaggio dell'Avvocato Gervasi il giusto carettere. Grazie a Pietro Santoro, che non fa l'attore, ma l'avvocato, però è riuscito brillantemente a vestire i panni di Padre Magazzù.

Grazie a Natalia Silvestro, che ha vestito i panni di Pippinedda, dando al personaggio, come sempre, quel colore e quella forza, che solo gli attori sanno comunicare. Grazie a Palmina Quacquarelli, che con la sua umiltà e la sua serenità è riuscità ad intepretare un ruolo difficile, quello della persona non vedente.

Grazie a Loredana Manganaro, che era stata la mia segretaria di produzione nel film Il Ritorno ed ora mi affianca come tutto fare dietro le quinte. Ma, se mi permettete, voglio ringraziare stavolta una persona, che non ringrazio mai. Grazie a Carlo Barbera, si, me stesso, perchè, nonostante questo sia il mio mestiere, ho prestato gratuitamente il mio tempo, perchè ho deciso che La Bottega degli Attori non può morire. Così, se gli altri ci hanno rimesso tempo e denaro perchè amano il teatro e lo considerano un bellissimo passatempo, per me doversi esibire spendendo è un po' più dura. Ma so che quando hai una creatura ci sono momenti che la devi supportare senza chiedere nulla in cambio.

Del resto La Bottega mi ha dato sempre tanto e chiesto sempre molto poco in cambio, così io sono qui pronto ancora a scommettere. Certo, devo ringraziare il Sindaco di Nizza per l'appoggio datoci in questi anni, ma se i suoi concittadini non nni vonnu sentiri sicuramente lui non ha colpa. Noi andiamo avanti e quest'anno probabilmente, compatibilmente con le offerte, saremo presenti sulle piazze estive anche con la prosa. Nel frattempo si comincia ad approntare la prossima stagione invernale, che riserverà sicuamente tante sorprese.
Alla fine devo dare il grazie più importante al pubblico, che ancora una volta ha fatto in modo che questo teatro rimanga aperto. Grazie e alla prossima, e ricordatevi sempre: "Ho tante cose ancora da raccontare, per chi vuole ascoltare, e al culo tutto il resto"
Carlo Barbera
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"Non nni scurdamu mai chiddu chi fummu, si no calamu a piccu comu 'u ghiummu"
Carlo Barbera
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